Fatima, la ragazzina che sapeva fare le treccine

Da una settima Fatima sedeva da sola perché nessuno, da quando era stata inserita in quella classe, le aveva rivolto la parola. Non parlava ancora bene l’italiano, ma aveva capito dagli sguardi dei suoi compagni che per lei sarebbe stata dura.  I professori cercarono in tutti i modi di integrarla nella classe e farla socializzare con gli altri compagni, ma nessuno voleva parlarle e Fatima si era rassegnata. Ma un giorno una ragazzina di nome Eva, non troppo alta con gli occhi verdi si avvicinò al banco di Fatima e si sedette accanto a lei. Per un attimo tentennò , poi la guardò bene: aveva i capelli neri e intrecciati nelle tipiche treccine africane, gli occhi color nocciola e sorridenti ed aveva un vestitino verde. Si fece coraggio e iniziò a parlare: “Ciao mi chiamo Eva, piacere di conoscerti, ho visto che eri sola ed ho pensato di sedermi vicino a te a farti compagnia! Tu ti chiami Fatima giusto?” Fatima annuì e rimase sorpresa che qualcuno le rivolgesse la parola ed era anche felice. Eva per rompere il ghiaccio continuò a parlare: ” Wow che belle treccine che hai! Io adoro le treccine afro.” Grazie mille, se vuoi domani porto degli elastici e delle treccine colorate e te le faccio. ” Sì, mi piacerebbe molto! Poi entrò la professoressa:” Buon giorno ragazzi, fate silenzio, oggi spiego un nuovo argomento”. Fatima smise subito di a parlare e ripensò con un sorriso alla breve chiacchierata che aveva avuto poco prima con la compagna. Durate la ricreazione Eva cercò d socializzare con Fatima e le raccontò un po’ di lei e delle sue passioni. Le piacevano gli animali e faceva  equitazione da quattro anni. Poi chiese: “Tu non sei italiana vero? Da dove vieni? -“Vengo dal Marocco insieme alla mia famiglia, io e la mia famiglia siamo venuti qui in Italia perché abbiamo dei parenti qui che si trovano molto bene.”Poi continuò a raccontare della sua famiglia, aveva un fratello più grande e scoprirono di avere tante passioni in comune. Il giorno dopo, come promesso, Fatima portò l’occorrente per fare le treccine e durante la ricreazione iniziò ad intrecciare i capelli ad Eva. Poi altre due ragazze incuriosite si avvicinarono, una di nome Maria e l’altra di nome Carla. Maria era bassina con i capelli corti e castani, occhi color nocciola e un visino paffuto e simpatico. Mentre Carla era molto alta con i capelli rossi e gli occhi verdi ed aveva un grande sorriso stampato sulle labbra. Poi tutte in coro dissero: ” Wow che belle! Le fai anche a me per favore? Fatima si girò vero di loro e timidamente disse:”Certo!” E fece alcune treccine anche a loro, ma ad un certo punto arrivò Valeria, una ragazzina magra con un vestito rosso, i capelli biondi  e gli occhi azzurri. Aveva lo sguardo un po’ cattivello e si atteggiava come fosse una diva. Prese le perline e l’occorrente per fare le treccine e le buttò a terra e fece una risatina: ”Siete ridicole, cosa fate , giocate a fare la parrucchiera con la marocchina?Carla si alzò di scatto: “Ma un po’ di affari tuoi non te li sai fare? Sempre a giudicare gli altri, ecco perché poi hai pochi amici”.  Valeria la guardò offesa e poi arrivarono due amiche sue amiche e dissero: “ Dai lasciale perdere, non abbiamo tempo da perdere con loro”. Si girarono e se ne andarono. Eva disse:” Brava Carla, non dobbiamo farci prendere in giro da quella smorfiosa di Valeria”. Poi si girò verso Fatima che stava raccogliendo le perline con gli occhi pieni di lacrime. Le tre ragazze preoccupate la consolarono e le dissero: ”Dai non piangere, non devi ascoltare ciò che dice!  A parte quelle due ragazze tutti odiano Valeria”. Poi le tre ragazze abbracciarono Fatima che si sentì molto consolata. Le quattro ragazze fecero in breve tempo amicizia e crearono un bel gruppetto, anche se Valeria e le sue amiche le prendevano spesso in giro. Ma Carla non si faceva mettere i piedi in testa e teneva sempre testa a Valeria difendendo così le sue amiche. Le professoresse notarono l’atteggiamento di Valeria nei confronti di Fatima e molte volte le parlarono chiedendole di smettere. Ma lei continuava a prenderla in giro. Passò un anno, era arrivato l’ultimo giorno di scuola e successe qualcosa di inaspettato. Valeria si avvicinò a Fatima, Maria,Carla ed Eva  e prima che Valeria potesse dire una parola, Carla andò subito sulla difensiva e disse: “Cosa c’è? Vuoi prenderci in giro anche l’ultimo giorno di scuola?- No, in realtà sono venuta qui per chiedervi scusa, ho capito di aver sbagliato e spero tanto che accetterete le mie scuse, disse Valeria abbassando gli occhi. Le quattro amiche si guardarono negli occhi e si rivolsero uno sguardo di intesa e poi dissero:” certo che ti perdoniamo”. Valeria non poté credere alle loro parole. Fatima durante l’estate fece amicizia con Valeria ed insieme alle altre ragazze passarono delle bellissime vacanze.

Sveva Fiorito III A

 

 

Annunci

 

Fatima e Nina

Da una settimana Fatima sedeva da sola perché nessuno, da quando era stata inserita in quella classe, le aveva rivolto la parola. Non parlava ancora bene l’italiano, ma aveva capito dagli sguardi, che le venivano rivolti, che per lei sarebbe stata dura. Tornò a casa , fece i compiti e andò a letto presto. Il giorno dopo Fatima si svegliò nella sua cameretta dove c’era spazio solo per un comodino. I vestiti si trovavano in grandi ceste di vimini che erano sfilacciate ai bordi. Le poche cose che possedeva erano in borsette appese sulle pareti attraverso dei lunghi chiodi arrugginiti, le pareti avevano un colore smorto e triste e sul tetto c’erano delle grandi macchie di muffa. La ragazzina si lavò la faccia in bagno e si  vestì con una magliettina di cotone verde oliva e dei pantaloni neri, le scarpe erano nere e rovinate alle suole. Andò in cucina e si sedette a tavola con la mamma che le aveva preparato pane e marmellata.

“Sei un po’ giù, figliola?”, chiese la mamma.  Fatima disse:”Le cose a scuola non vanno al meglio, vorrei che tutti mi accettassero e che qualcuno parlasse con me”.”Non ti preoccupare, andrà meglio con il tempo”, cercò di consolarla la madre. Fatima uscì di casa e si incamminò per un sentiero di campagna, cercava di alzare il più possibile il colletto del cappotto per non lasciare entrare il vento gelido che soffiava quella mattina per le parti di Bologna. Fatima doveva camminare molto per arrivare a scuola e quando finalmente vi giunse aveva i piedi indolenziti. Entrò in classe e si sedette al suo posto, molti compagni la ignorarono mentre altri le gettavano occhiatacce feroci. In quel momento entrò la ragazza più popolare della scuola, Fatima la invidiava molto, lei era perfetta, aveva i lineamenti  delicati, il viso rotondo il che le dava un’espressione dolce, che però sprigionava anche decisione e tenacia. Il naso perfetto all’insù, la pelle era liscia, candida e il trucco sarebbe stato di troppo poiché avrebbe rovinato la sua stupenda pelle, gli occhi erano freddi e azzurri, quando puntava gli occhi su di te sembrava di sprofondare in un mare gelido d’inverno. Le ciglia erano  lunghe e scure mentre le sopracciglia ad arco e abbastanza fini, i capelli biondi a caschetto erano sempre perfetti come li avesse scolpiti un artista di livello eccellente.

La ragazza si chiamava Nina e indossava una gonna nera che arrivava fino alle ginocchia, la camicia verde smeraldo dai bottoni di madreperla e con una scollatura a V era infilata nella gonna, indossava un pendente a testa di lupo di ottima fattura in argento i cui occhi erano due grandi smeraldi lucenti, gli orecchini a forma di foglia d’acero erano di giada. Fatima invece era bassa, grassoccia, aveva la pelle scura, i capelli lunghi e castani, gli occhi grandi nocciola mentre il naso era abbastanza dritto e piccolo con un leggerissima gobbetta ( in realtà Fatima tendeva ad imbruttirsi un poco ). I tacchi alti  a spillo di Nina risuonavano nella classe ormai in silenzio, come tutti i giorni. Proprio in quel momento Fatima starnutì e tutti si girarono verso di lei con la faccia indignata, come se avesse violato il silenzio di un momento sacro interrotto solamente dal rimbombo dei passi . Nina la guardò con uno sguardo agghiacciante e si sedette dietro il suo banco, all’improvviso mentre tutti gli altri già avevano ripreso a chiacchierare Nina con un movimento fulmineo iniziò a tirare i capelli di Fatima con una presa ferrea, Fatima stava quasi piangendo tanto le faceva male. Nina le sussurrò all’orecchio:”Non osare più intralciarmi, sei solo una sporca immigrata!”. A Fatima luccicavano gli occhi, si alzò e scappò in bagno a piangere, quando tornò il supplente, che non si era accorto di nulla, a malapena la fece entrare. Finita la scuola, Fatima velocemente si mise a correre, ma udì dei tacchi che facevano rumore sull’asfalto del marciapiede, come se qualcuno la stesse inseguendo. Fatima si girò di scatto e urlò:”Lasciami in pace!”. Poi vide che dinanzi a lei Nina ansimava per la fatica-”Scusami moltissimo per quello che ho fatto in classe, mi dispiace molto”, disse Nina, Fatima pensò che Nina sembrava veramente dispiaciuta e in quel momento a Fatima volò via il cappello di lana, Nida allora senza esitare le porse il suo cappello di cachemire beige e anche la sua sciarpa del medesimo materiale e colore, Fatima rimase molto sorpresa e Nina sembrava imbarazzata, tanto che le sue guance rosee si erano arrossate un po’. Una mercedes nera si piazzò davanti alle ragazze, il finestrino oscurato si aprì e un uomo di mezza età in giacca e cravatta gridò:” Ninaaa! Immediatamente in macchina!”, Nina sobbalzò e si affrettò ad entrare in macchina, Fatima vide che quell’uomo le diede uno schiaffo e le disse qualcosa, dopo di ciò la macchina si mise in moto e sfrecciò via.

Quella sera Fatima era molto confusa: “Perché Nina era stata così cattiva e poi si era scusata e le aveva persino regalato il suo cappello e la sua sciarpa?” Fatima quella sera pensò a come giocava con i suoi compagni in Egitto e con l’amaro senso di nostalgia si addormentò. Fatima si vide in un bosco e capì che stava sognando, per un po’ camminò senza meta e improvvisamente da un sentiero laterale apparve Nina correndo, cadde ai suoi  piedi  singhiozzando, cercava di dire qualcosa:”Aiutami, aiutami! Mio padre… In quel momento Fatima si svegliò e si ritrovò nel suo lettino, guardò la sveglia sul comodino e sobbalzò, era tardissimo! Fatima si affrettò a prepararsi e non fece in tempo neanche per la colazione, arrivò a scuola con cinque minuti di ritardo e il professore la fece entrare sebbene con riluttanza. A seconda ora gli chiese di andare in bagno. In bagno incontrò tre ragazze della sua classe:Vittoria, Bea e Tiffany. La guardavano con sguardo minaccioso, la accerchiarono e iniziarono a spingerla con forza, ridendo fragorosamente. Fatima cadde a terra e le ragazze allora senza pietà iniziarono a colpirla con dei calci che toglievano il fiato. In quel momento in bagno entrò Nina che gridò:” Fermatevi!”. Le ragazze la guardarono perplesse e uscirono dal bagno, Nina aiutò Fatima ad alzarsi e l’abbracciò. Fatima ricambiò, Nina disse inaspettatamente:”Mio padre mi picchia”. Fatima la strinse ancora più forte e disse:”Ti aiuterò, faremo di tutto insieme”. Le due ragazze si guardarono negli occhi e Fatima rassicurò Nina con un occhiolino.

E così iniziò la splendida amicizia di Fatima e Nina.

Leonard Bruhl, 3A

 

                                           Senza titolo

 Il gatto è un animale che si distingue per la sua bellezza ed eleganza da tutti gli altri animali domestici.  Molto differente dal cane, il gatto è riservato e autonomo ma anche dolce, intelligente e bisognoso di affetto e cure ed è quindi allo stesso tempo selvatico e domestico. Le stime dimostrano che in Italia è presente una popolazione di circa 7 milioni e mezzo di gatti “casalinghi”,cifra che si discosta di poco dal numero dei cani. Qui di seguito forniamo dei consigli che  per i numerosi padroni di gatti. Alimentare il gatto con alimenti freschi, è possibile, ma bisogna rispettare alcune regole:

– sì a prodotti di origine animale, ma arricchiti di minerali e vitamine;

-assicurare un equilibrio della razione di cibo con sufficienti proteine;

– pesare gli ingredienti,almeno ogni tanto per verificare le quantità apportate

-aggiungere una razione di cibo composta da carne, riso o pasta, delle verdure e dell’olio vegetale.

 Le carni più sono ricche di collagene e minore sarà il loro valore alimentare; possono essere date crude o leggermente cotte in padelle, non bollite. Si può usare anche la carne di maiale, ma deve essere ben cotta per evitare qualsiasi rischio di contaminazione parassitaria dell’animale.

 Le visite veterinarie rivolte ai gatti, sono solitamente molto meno frequenti rispetto a quelle effettuate sui cani. Sintomi che segnalano la necessità di una visita veterinaria:          -Tosse o starnuti;

 -Scolo da occhi e naso;

-Ipersalivazione,  cioè il gatto smette di pulirsi(gengivite  e mal di denti);

 -Vomito e diarrea ricorrenti;

-Respirazione affannosa con movimento esagerato del petto(presenza di fluido nel torace);

-Scolo vaginale:pus o sangue;

-Il gatto non controlla la sua urinazione o defecazione, non usando la lettiera;

-Il gatto diventa improvvisamente aggressivo e incomincia a mordere(possibile mal di denti);

 -Un gatto anziano incomincia improvvisamente a sbattere contro i mobili(perdita di vista dovuta ad ipertensione).

Forse abbiamo esagerato e qualcuno potrebbe stancarsi di accudire un gatto, ma state tranquilli non è così difficile e poi il loro affetto vi convincerà

 Sara Linfazzi I A

 

Senza titoloNel 2006, dopo la morte del suo padrone, che l’aveva trovato per strada, Capitan scompare; tutti credevano che fosse scappato, ma dopo un anno Capitan è stato trovato sulla tomba del padrone. Capitan è rimasto sulla tomba per 10  anni, e non si è mai spostato da lì, ha continuato a vegliare. Ora tutti sono in lutto perché Capitan è morto per un’insufficienza renale.  La storia di questo cane è toccante e ci fa capire quanto affetto può avere un animale per un uomo.

Sara Linfazzi    I A

Sulle tracce di 3 grandi personaggi della storia di Lentini:

Federico II di Svevia, Jacopo da Lentini, Riccardo da Lentini.

Noi alunni della IC, durante il nostro percorso di Storia siamo stati protagonisti in quei luoghi che furono vissuti da tre grandi che diedero fama e splendore alla nostra terra.

federico_ii_di_svevia A Federico II (Stupor Mundi) cultore della caccia col falco,  si deve  l’invenzione delle bende da apporre sugli occhi del rapace, per evitare  la cucitura delle palpebre, che provocava dolori atroci. Federico II a tavola era sobrio, un salutista attento. Egli è ricordato anche per i suoi banchetti colorati. Si iniziava con frutta, verdura e miele per disintossicare l’organismo, e successivamente si passava ai suoi piatti preferiti, tra i quali “l’aschipesce”, proveniente dalla cucina saracena  preparato con anguille grasse affogate nel vino bianco.

jacomo Jacopo da Lentini fu un notaio imperiale   alla corte di Federico II a Palermo. Fu l’iniziatore della Scuola poetica siciliana e inventore  del ”sonetto”, un componimento poetico  ispirato all’amore.

Riccardo da Lentini, abile architetto, costruì il “Castellaccio” di cui rimane solamente un rudere. Ricordiamo, inoltre, tra le sue opere architettoniche, il famoso “Castel Del Monte” in Puglia.

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

Corepla School Contest

Pubblicato: 15 maggio 2018 in Senza categoria

A PROPOSITO DI DIFFERENZIATA

Ecco dei video realizzati in modo spontaneo e semplice, che faranno riflettere sul bisogno di cambiare abitudini e stile di vita.

I video della IA

Noi ragazzi della IA abbiamo realizzato questi video per il concorso “Corepla School Contest.

I video parlano della plastica e di come dobbiamo comportarci, nel rispetto delle regole della raccolta differenziata.

Nel primo video vengono rappresentate due ragazze molto ricche che non hanno la minima idea di cosa voglia dire rispettare l’ambiente ma che poi ne apprendono l’utilità. Un video divertente ma significativo.(Realizzato da: Innoccente Asia, Trigilio Flavia, Bosco Giulia, Gimmillaro Federica, Lucà Francesca).

Nel secondo video vengono rappresentate tre ragazze che invece conoscono i criteri della differenziata, ma non li rispettano.( Realizzato da:Guarino Manuela, Linfazzi Sara, Cicero Irene).

Un saluto e vi lasciamo alla visione dei due video.

La I A

Incontri con autori

Pubblicato: 14 maggio 2018 in Cultura, Senza categoria

 

Questo slideshow richiede JavaScript.

MISSION POSSIBLE

Pubblicato: 14 maggio 2018 in Senza categoria

 

come-decorare-un-ferro-da-stiro-antico

Nei tempi dei nostri nonni non c’era il tipico ferro da stiro che esiste oggi,  era totalmente diverso. Stirare era molto più faticoso. Per utilizzarlo si doveva scaldare la brace e inserirla all’interno del ferro e aspettare che si scaldasse per poi cominciare a stirare. Ma si doveva stare attenti per non sporcare i vestiti di carbone , perché la brace tendeva a sbriciolarsi,  ogni volta che la brace  si raffreddava bisognava cambiarla. Il ferro era dotato di un manico per impugnarlo, dei buchi situati nella base del ferro, e in alcuni modelli, come quello della foto, si trovavano dei disegni decorativi.

Rocca Vittoria 1 D

 

violenza_donneAllarme sociale:   il fenomeno del cosiddetto  femminicidio continua a mietere vittime. la crisi del rapporto tradizionale tra uomo e donna porta alla violenza e allo stalking. Da una ricerca risulta  che   in Italia i femminicidi  nel 2012 sono stati  157,  nel 2013 sono  stati 179,nel 2014 sono stati  16 e così via. Nel mondo il 35% di donne ha subito  violenza  fisica o sessuale . Questo  fa capire  che gli uomini sono molto ossessionati  sulle donne  e pensano  che sono  i loro giocattoli . Questo non va bene perché  le donne  sono  libere, non schiave degli uomini. Purtroppo  i femminicidi aumentano  di giorno in giorno .  solo negli ultimi mesi ne abbiamo contati tantissimi, uno dei più recenti   è quello di una  ragazza  uccisa e gettata in un pozzo dal suo ragazzo. Ormai di femminicidi non se ne può più.

Carlo Marchese, 1 C