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Credete nei sogni…

Pubblicato: 28 febbraio 2016 in Focus, Sport

Intervista a quattro stelle della ginnastica artistica italiana

  Reporter   Sarcià Mariagrazia

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Noi, Demetra e le altre

Pubblicato: 15 gennaio 2015 in Focus

NOI, DEMETRA E… LE ALTRE

Progetto per l’educazione permanente e la parità di genere

Anche la classe I A ha aderito a questo progetto che propone la valorizzazione del museo e del territorio di Lentini, utilizzando anche miti delle divinità femminili al fine di favorire, oltre la conoscenza del nostro territorio e del suo patrimonio culturale, anche una maggiore consapevolezza del ruolo delle donne nella vita e nella cultura contemporanea. Il lavoro prodotto è il risultato di un percorso condiviso che ha visto coinvolti tutti gli alunni della I A anche se il lavoro pubblicato riporta solo una selezione dei testi elaborati da alcuni alunni .minidemetra

Senza titolo

Il 20 novembre il mondo festeggia i 25 anni della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e anche gli alunni della III D vogliono partecipare pubblicando le loro osservazioni e riflessioni.

 

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Il 20 novembre si festeggia il 25° anno della Convenzione sui diritti dell’infanzia che fu pubblicata nel 1989, ma che ancora oggi non è molto rispettata, non solo in Africa , in America Latina e in Asia, ma anche qui in Italia. In questi giorni abbiamo sentito parlare tanto in televisione di questo argomento perché a distanza di venticinque anni si fa il bilancio per vedere se il fenomeno della schiavitù sta diminuendo o se i bambini usati come soldati stanno aumentando insieme ad altre forme di sfruttamento e di violenze.

(Ludovica Raiti)

La cosa peggiore è che i minori sono sfruttati da una persona adulta che è totalmente consapevole delle azioni gravi che sta commettendo. Mettiamo il caso dello sfruttamento economico: gli imprenditori dei Paesi più ricchi costruiscono delle fabbriche nei Paesi poveri per motivi economici, non ricompensando il giusto denaro al lavoratore- bambino. La cosa che mi fa più rabbia è che moltissimi bambini non possono essere istruiti e che i loro genitori, costretti dalla miseria, acconsentono, pur riconoscendo che lo studio è una cosa importante.     Molti ragazzini dei Paesi sviluppati non capiscono la fortuna che possiedono perché non sanno le condizioni inumane che ci sono nel mondo.

( Gaia Russo)

Anche in Italia si sono verificati casi di sfruttamento minorile. A Napoli e nella terra dei fuochi i camionisti utilizzati per smaltire i rifiuti tossici si sono rifiutati di scaricare i camion perché il materiale smaltito era nocivo, così la camorra ha insegnato ai ragazzi a guidare in modo che fossero loro a smaltire i rifiuti. Un altro sfruttamento in Italia è quello della prostituzione minorile , addirittura c’è stato un caso dove è stata la madre ad avviare la figlia alla prostituzione. Quindi non dobbiamo pensare che queste cose succedono solo nei Paesi poveri, ma anche nel nostro Paese il quale ha aderito alla Convenzione.

( Lorenzo Formica)

 

Penso che sia una cosa gravissima vietare ai nostri coetanei di studiare, di avere una vita normale, di amare un ragazzo e farsi una famiglia con lui, di vietare il diritto al gioco e di vivere con gioia e con affetto in famiglia. Io sono fortunata, ma non posso non addolorarmi per le condizioni di tanti bambini privi di tutela e spero che più passino gli anni e più diminuisca lo sfruttamento minorile.

(Ludovica Raiti)

In India  e in altri Paesi dell’Asia ci sono i bambini operai, bambini di soli 5/6 anni che fabbricano palloni e scarpe senza essere pagati,non hanno i nostri stessi diritti:  non hanno il diritto allo studio, il diritto al gioco, il diritto alla famiglia. Un altro esempio di sfruttamento minorile è quello delle bambine spose. Si tratta di bambine che già a soli tredici anni sono mamme, sono costrette a sposarsi con uomini di tutte le età, pure anziani, di conseguenza non hanno il diritto all’infanzia e al gioco. In Pakistan le donne non hanno nessun diritto, non possono uscire da casa, non possono neanche andare a scuola perché verrebbero uccise.

( Carlotta Disca)

Mentre noi ci preoccupiamo del mangiare  che non ci piace, dei vestiti che non sono di marca, degli zaini troppo o poco belli, loro (bambini dell’Africa e dei Paesi poveri) invece non hanno né cibo, né acqua, né vestiti e nemmeno zaini, visto che non possono neanche andare a scuola. Le bambine sono quelle che pagano il prezzo più alto, per le ragazze di alcuni Paesi è un reato anche solo andare a scuola,  infatti se scoperte vengono punite in modo violento, alcune sono state sfigurate in viso con l’acido.

(Noelia Cristaldi)

Pubblichiamo i seguenti dati perché si possa capire quanto sia importante la collaborazione internazionale.

Guardando al 25° anniversario della Convenzione sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza il prossimo 20 novembre, l’UNICEF ha lanciato oggi nuovi dati che sottolineano i progressi ma anche sfide per la comunità internazionale di trovare nuove strade per raggiungere i bambini che non possono essere lasciati indietro.

Questi i principali dati sull’infanzia:

  • Sopravvivenza: la mortalità infantile è diminuita del 49% dal 1990 ma ancora 17.000 bambini muoiono ogni giorno per cause prevenibili. I più piccoli sono i più vulnerabili, il 44% delle morti di bambini sotto i 5 anni avvengono durante il primo mese di vita. Polmonite, diarrea e malaria restano le cause principali di morte e circa la metà di tutte le morti sono attribuibili alla malnutrizione. Circa 2,3 miliardi di bambini hanno avuto accesso ad acqua potabile, ma centinaia di milioni di bambini fanno ancora affidamento su fonti di acqua potabile che potrebbero essere contaminate da deiezioni o inquinanti chimici. 2,5 miliardi di persone – una su tre – non ha accesso a servizi igienico sanitari adeguati.
  • Istruzione: il numero dei bambini in età da scuola primaria che non vanno a scuola è quasi dimezzato, ma circa 58 milioni di bambini – il 9% – non ha ancora accesso all’istruzione. La qualità è l’ostacolo principale: almeno 250 milioni di bambini non sono ancora in grado di leggere, scrivere e far di conto, sia che vadano o meno a scuola. L’iscrizione alla scuola materna, fondamentale per l’apprendimento nella loro vita, è raddoppiata a livello mondiale arrivando al 54% ma ancora pochi paesi devono arrivare al livello di un’istruzione secondaria universale. Due terzi dei paesi hanno riconosciuto la parità di genere a livello di scuola primaria e circa la metà dei paesi alla scuola secondaria.
  • Protezione: Il numero di bambini tra i 5 e i 17 anni coinvolti nel lavoro minorile è diminuito di circa un terzo dal 2000, ma un bambino su quattro nei paesi meno sviluppati lavora.
  • Mentre la percentuale di persone che vive in condizioni di povertà estrema è diminuita dal 47% nel 1990 al 18% nel 2010, circa la metà (47%) delle persone che vivono in condizioni di povertà estrema nel mondo hanno meno di 18 anni, anche se rappresentano solo il 34% della popolazione mondiale.

Le analisi contenute nella pubblicazione UNICEF rilevano i successi e gli ostacoli che milioni di bambini affrontano e l’adempimento dei loro diritti secondo la Convenzione. “I dati mostrano che a livello globale un bambino nato oggi ha molte più probabilità di sopravvivere e crescere rispetto a 25 anni fa. Ma sottolineano anche che in ogni paese e regione del mondo, molti bambini sono ancora lasciati indietro”, ha detto Yoka Brandt vice Direttore generale dell’UNICEF al forum per i bambini presso il Columbia University’s Earth Institute. “Per realizzare gli impegni della Convenzione, abbiamo bisogno di sfidare noi stessi a pensare e ad agire differentemente per promuovere i diritti di tutti i bambini, soprattutto i più emarginati e difficili da raggiungere.”

Gli studi sono parte di una serie commissionata dall’UNICEF per aprire un dibattito e un dialogo mentre il mondo celebra il 25° anno della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. La serie comprende studi dei maggiori esperti di sviluppo e sui diritti dell’infanzia per attuare concretamente la Convenzione. Altri studi saranno pubblicati e disponibili online dal prossimo 20 Novembre, giornata Universale dell’Infanzia e dell’adolescenza, data in cui è stata adottata la Convenzione dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1989