Archivio per la categoria ‘Senza categoria’

q

Casa dell’acqua nella piazzetta Aparo di Lentini.

I nostri piccoli giornalisti intervistano gli utenti.

Annunci

L’ incontro delle classi terze, quarte e quinte della scuola ”Guglielmo Marconi” di Lentini (SR) con l’ unità cinofila di polizia.

I CANI COLT E LUPIN TRA I BANCHI DI SCUOLA

La polizia fa una simulazione dell’addestramento dei cani presso l’Istituto Guglielmo Marconi.

Senza titolo1

Il 27-03-2019 l’unità cinofila della polizia di Stato di Lentini (SR) si è recata presso l’Istituto Comprensivo Guglielmo Marconi per dare possibilità agli alunni delle terze, quarte e quinte di vedere da vicino una simulazione dell’addestramento quotidiano che fanno i loro cani.

Inizialmente hanno fatto entrare nell’Aula Magna (auditorium) Colt e Lupin, due cani di razza labrador della squadra cinofila anti-esplosivo, che sono passati davanti agli alunni. Il comandante Giuseppe Cassisi ha dato brevi spiegazioni su come si allenano i cani. In pratica, ogni volta che il cane ritrova del materiale viene premiato con 10 grammi di cibo. Inoltre, durante la giornata, non possono mangiare altro se non come premio del ritrovamento, per un massimo di 200 grammi di croccantini energizzanti al giorno. In questo modo il cane collega il cibo solo al ritrovamento del materiale esplosivo: ogni volta che individua qualcosa il cane si siede a terra, il suo conduttore avverte gli artificieri che interverranno e premia il suo fedele amico. Il comandante ha inoltre detto che per ogni cane vengono assegnati due poliziotti, uno chiamato “conduttore” che svolge il ruolo di guida per cane che gli viene affidato nell’attività di ritrovamento dell’esplosivo e l’altro, detto “uomo caldo”, che lo collabora e ha la funzione di toccare e nascondere il materiale esplosivo durante gli addestramenti; infatti il conduttore-guida non può toccare il materiale esplosivo per non far collegare l’odore del suo padrone a quello della sostanza da trovare.

Tutto quello che ha spiegato è stato dimostrato con una simulazione. Infatti sono stati fatti uscire i due cani e nel frattempo alcuni “uomini caldi” hanno distribuito nell’aula valigie, alcune contenenti esplosivo e altre cibo. Quando Colt e Lupin sono rientrati hanno iniziato ad annusare, portando i loro conducenti verso le valigie e sedendosi davanti a quelle contenenti il materiale esplosivo. Hanno così avuto la loro ricompensa in croccantini.

Alcuni dei bambini presenti, hanno potuto far “esplodere” la loro gioia per quanto visto, accarezzando quei due amici a quattro zampe davvero speciali e preziosi per la società.

Sortino Alessio 5ªA

Visita alla biblioteca

Pubblicato: 21 marzo 2019 in Senza categoria

2       1

Tra libri e antiche favole in dialetto siciliano, alla scoperta della cultura popolare.

In data 7 marzo 2019, alcune classi, della scuola secondaria di secondo grado dell’istituto comprensivo Guglielmo Marconi di Lentini, hanno partecipato all’uscita didattica tenutasi presso la biblioteca comunale.  L’obiettivo della visita è stato quello di rendere la biblioteca un luogo familiare, di promuoverne i servizi e di incoraggiarne l’uso che, con l’avvento della tecnologia, è andato via via perdendosi. L’uscita didattica si è conclusa con uno spettacolo teatrale in dialetto siciliano, il cui scopo è stato quello di riportarci alle nostre origini. Una bravissima attrice, Graziana Maniscalco, ha recitato in maniera coinvolgente il racconto “La bedda da la stidda d’oru” a cui è seguito un coinvolgimento attivo del pubblico, invitato a riflettere su termini del dialetto poco usati. I ragazzi sono rimasti soddisfatti, perché hanno potuto apprendere che nella nostra città c’è ancora un luogo di inestimabile valore storico e culturale.

                                                                                Giada Centamore    I C

Clicca sull’immagine per visualizzare gli articoli5 marzo

Incominciamo a pubblicare i primi articoli prodotti dagli alunni che frequentano il laboratorio. I nostri ragazzi hanno letto i quotidiani on-line, hanno scelto le notizie secondo i loro interessi e le hanno riformulate con un linguaggio personale, aggiungendo, talvolta, un breve commento. Non si tratta certo di scoop, ma ci auguriamo che questo primo approccio all’informazione possa suscitare nei nostri piccoli giornalisti il desiderio di conoscere, capire ed interpretare il mondo che li circonda.

Clicca sull’immagine per visualizzare gli articoli
UUUU

27 gennaio Giornata della memoria

Pubblicato: 14 febbraio 2019 in Senza categoria

27-gennaiogiornata-della-memoria

LA GIORNATA DELLA DELLA  MEMORIA  E’ STATA UN MOMENTO DI RIFLESSIONE CHE HA PERMESSO AI NOSTRI ALUNNI DI VESTIRE I PANNI DELLE VITTIME E DI SENTIRE CON SINCERA PARTECIPAZIONE IL LORO DOLORE. DA QUESTA EMPATIA E’ NATA LA PAGINA DI DIARO CHE PUBBLICHIAMO, RICORDANDO ANCORA UNA VOLTA DI NON DIMENTICARE.

Auschwitz

Auschwitz,12 Marzo 1944

Caro diario,

non so più dire da quanto tempo sono qui, so soltanto che ogni mattina, quando mi sveglio, ritorno a pensare sempre le stesse cose, a quel giorno in cui ebbe inizio la mia sventura.

  Era una mattina come tutte le altre, appena arrivato in banca e preso il mio posto, il direttore arrivò e, con voce imponente, disse che non potevo più lavorare in quel posto.

 Inizialmente non colsi  il senso di quella frase, ma appena pronunciò la parola “ebreo”, con tutto il disprezzo e l’asprezza che una persona possa provare, capii.

Infatti, qualche secondo dopo, entrarono dei soldati delle SS, che, senza preoccuparsi del fatto che tutti provavano dolore, mi presero per le braccia e iniziarono a strattonarmi per portarmi via dal mio posto di lavoro.

 Fui caricato sul vagone di un treno con quelle che potevano essere all’incirca altre duecento persone, e partimmo.

Credo proprio che il viaggio sia durato tre giorni, o almeno tre  sono state le volte in cui sono riuscito ad addormentarmi, preso dallo spavento e dallo sconforto.

Appena il treno si fermò, iniziò il viaggio a piedi che durò su per giù un giorno.

 Dopo tutto quel viaggio si erigeva davanti a noi l’edificio che doveva essere la nostra nuova casa, se così può essere chiamata, ma non credo proprio.

 A meno che in una casa non ammassino le persone nelle docce; a meno che in una casa non ti diano degli stracci come vestiti, due scarpe diverse e nemmeno la possibilità di replicare; a meno che in una casa il tuo nome non abbia più un senso, beh…perché il mio non lo aveva più, non ho più un nome, solo un numero:esattamente il 319245.

 Dopo averci obbligati a lavorare ci diedero un pasto, quest’ultimo era una zuppa fatta con bucce di carote e patate, del pane che al posto della mollica aveva trucioli di legno.

Beh, non era la cosa peggiore! In seguito  mi è stata rivelata la fine che hanno fatto tutte le persone che ho conosciuto al campo, ma che poi sono  scomparse. Sono morte.

 Alcuni con delle docce che emettono gas, i loro corpi sono stati bruciati tra le fiamme.

E adesso mi sto solo chiedendo se il pensiero di voler vedere tutte le guardie bruciare sia giusto.

 Perché queste persone, se tali si possono definire, non hanno nulla di umano.

Perché nemmeno la più sadica fra tutte le persone farebbe questo a un suo simile e nemmeno il più violento fra tutti gli animali lascerebbe la propria preda in balia di un dolore così atroce.

 Questi che non posso definire persone, sono solo marionette sotto il controllo di un burattinaio che muove i fili della loro vita; sono corpi senza anima incapaci di prendere decisioni importanti.

 Mi stanno finalmente chiamando per fare la doccia, dico finalmente perché almeno so che dopo il dolore che il gas provocherà in me, non soffrirò più.

 Nessun dolore più, nessuna emozione ancora; solo la morte.

 Questa è l’ultima volta che ti scrivo, addio mio caro diario

                                                                                             Saverio Melilli,  3C

È Giorgia Marchese, alunna della 3B, la seconda classificata al concorso “L’albero come lo vedi tu”.🏆🥈👏🏻

 

Cari lettori del nostro blog, abbiamo scelto di iniziare il 2019 con una storia che vogliamo dedicare a quanti oggi, dimentichi della lezione del passato, hanno rispolverato parole come nazionalismo e sovranismo. Ci auguriamo che nessun uomo e nessuna donna siano colpiti dal lutto della guerra e che nessuno riceva più lettere  in cui si dica che ”il sangue dei prodi caduti per la patria non è mai sparso invano”.

1  2    

Il mio trisavolo, Salvatore Spagnolo, nato a Lentini il 4 novembre 1877, morì 100 anni fa nel lontano 22 agosto 1918. Bastavano ancora 50 giorni e sarebbe potuto tornare a casa vivo e vegeto dalla moglie e dai figli. Del suo corpo sono stati ritrovati solo alcuni resti, che sono sepolti a S.Pietro Novelli,Treviso.

34

Egli è ricordato nell’albo d’oro dei caduti della 1^ Guerra Mondiale e il 18 Aprile 1918 fu insignito del distintivo per le fatiche di guerra. La famiglia fu informata, in risposta a una loro precedente richiesta di informazioni , dal comando zona di guerra, con una lettera dove sono scritte le seguenti parole: “Ho l’onore di dare le seguenti notizie che la S V mi ha richiesto con lettera del 25 corrente mese . Il soldato Spagnolo Salvatore morì mentre compiva il suo dovere, la mattina del 22 alle ore una circa, essendo adibito assieme a tutto il battaglione alla sistemazione di lavori  di difesa sul Piave.                    Un’improvvisa raffica di artiglieria nemica colpiva in pieno suo cognato ed altri 2 militari suoi compagni di lavoro. Il cadavere fu immediatamente trasportato a S.Pietro Novelli (TREVISO) ed ivi sepolto con gli onori militari dovuti: fra il rimpianto degli amici e la commozione di tutti, perché tutti riconoscevano in lui le buone qualità di soldato e di cittadino. Gli oggetti di corredo (portafoglio) ed una piccola somma di denaro che gli apparteneva fu inviata al distretto militare di Piacenza, il quale penserà per il recapito agli eredi. Non si disperi la famiglia, ma orgogliosa sia di lui, perché il sangue dei prodi caduti per la patria non è mai sparso invano . Possano queste mie parole essere di conforto alla moglie, ai figlioletti, ai parenti che lo ebbero caro e ispirandosi nel nome e nella memoria di lui, tutti trovino sollievo a tanto dolore. Porgo alla desolata famiglia le mie più sincere condoglianze.”

Insieme alla lettera fu inviato il portafoglio, ancora insanguinato, di Salvatore, con all’interno una piccola somma di denaro.

Come tradizione dell’epoca, le donne vicine di quartiere e i parenti si recarono a casa della moglie del defunto, coprirono tutti gli specchi con veli, tagliarono i capelli alla moglie e la fecero vestire di nero, perché da quel momento, entrando in lutto, doveva scomparire qualsiasi forma di vanità femminile.

 Da allora, dato il carattere molto riservato della moglie, visse come in clausura, non uscendo più di casa e accogliendo parenti e vicini solo nella propria casa.

                                                                                                                  Alessandro Di Mauro 3A

🎄Merry Christmas🎄

Pubblicato: 23 dicembre 2018 in Senza categoria

Buone Feste in Realtà Aumentata dai ragazzi del progetto Erasmus+ KA2  “THE AURA OF MY CITY.”

Segui le istruzioni ed inquadra il logo del progetto sulla cartolina e  scoprirai i nostri auguri in Realtà Aumentata.

Senza titolo

instructions_aura_eng (1)

Questo slideshow richiede JavaScript.

Abbiamo realizzato una cartolina natalizia raffigurante il logo del progetto in veste natalizia, ne abbiamo stampato tantissime copie, felici di condividere i nostri lavori e di augurare un Sereno Natale e un Felice Anno Nuovo.

Scopri di più! Inquadra anche queste foto per vedere i nostri lavori su Lentini. Le 4 immagini contengono “Aure”, i nostri contenuti in Realtà Aumenta. Buona visione!

Jacopo copiaSenza titolo-1 copia copiagorgia card copiaAlfio card

 

 

 

Anche noi del 4° I.C. Marconi ci saremo. Ecco i nostri disegni!

Questo slideshow richiede JavaScript.