Archivio per la categoria ‘Senza categoria’

Cari lettori del nostro blog, abbiamo scelto di iniziare il 2019 con una storia che vogliamo dedicare a quanti oggi, dimentichi della lezione del passato, hanno rispolverato parole come nazionalismo e sovranismo. Ci auguriamo che nessun uomo e nessuna donna siano colpiti dal lutto della guerra e che nessuno riceva più lettere  in cui si dica che ”il sangue dei prodi caduti per la patria non è mai sparso invano”.

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Il mio trisavolo, Salvatore Spagnolo, nato a Lentini il 4 novembre 1877, morì 100 anni fa nel lontano 22 agosto 1918. Bastavano ancora 50 giorni e sarebbe potuto tornare a casa vivo e vegeto dalla moglie e dai figli. Del suo corpo sono stati ritrovati solo alcuni resti, che sono sepolti a S.Pietro Novelli,Treviso.

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Egli è ricordato nell’albo d’oro dei caduti della 1^ Guerra Mondiale e il 18 Aprile 1918 fu insignito del distintivo per le fatiche di guerra. La famiglia fu informata, in risposta a una loro precedente richiesta di informazioni , dal comando zona di guerra, con una lettera dove sono scritte le seguenti parole: “Ho l’onore di dare le seguenti notizie che la S V mi ha richiesto con lettera del 25 corrente mese . Il soldato Spagnolo Salvatore morì mentre compiva il suo dovere, la mattina del 22 alle ore una circa, essendo adibito assieme a tutto il battaglione alla sistemazione di lavori  di difesa sul Piave.                    Un’improvvisa raffica di artiglieria nemica colpiva in pieno suo cognato ed altri 2 militari suoi compagni di lavoro. Il cadavere fu immediatamente trasportato a S.Pietro Novelli (TREVISO) ed ivi sepolto con gli onori militari dovuti: fra il rimpianto degli amici e la commozione di tutti, perché tutti riconoscevano in lui le buone qualità di soldato e di cittadino. Gli oggetti di corredo (portafoglio) ed una piccola somma di denaro che gli apparteneva fu inviata al distretto militare di Piacenza, il quale penserà per il recapito agli eredi. Non si disperi la famiglia, ma orgogliosa sia di lui, perché il sangue dei prodi caduti per la patria non è mai sparso invano . Possano queste mie parole essere di conforto alla moglie, ai figlioletti, ai parenti che lo ebbero caro e ispirandosi nel nome e nella memoria di lui, tutti trovino sollievo a tanto dolore. Porgo alla desolata famiglia le mie più sincere condoglianze.”

Insieme alla lettera fu inviato il portafoglio, ancora insanguinato, di Salvatore, con all’interno una piccola somma di denaro.

Come tradizione dell’epoca, le donne vicine di quartiere e i parenti si recarono a casa della moglie del defunto, coprirono tutti gli specchi con veli, tagliarono i capelli alla moglie e la fecero vestire di nero, perché da quel momento, entrando in lutto, doveva scomparire qualsiasi forma di vanità femminile.

 Da allora, dato il carattere molto riservato della moglie, visse come in clausura, non uscendo più di casa e accogliendo parenti e vicini solo nella propria casa.

                                                                                                                  Alessandro Di Mauro 3A

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🎄Merry Christmas🎄

Pubblicato: 23 dicembre 2018 in Senza categoria

Buone Feste in Realtà Aumentata dai ragazzi del progetto Erasmus+ KA2  “THE AURA OF MY CITY.”

Segui le istruzioni ed inquadra il logo del progetto sulla cartolina e  scoprirai i nostri auguri in Realtà Aumentata.

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Abbiamo realizzato una cartolina natalizia raffigurante il logo del progetto in veste natalizia, ne abbiamo stampato tantissime copie, felici di condividere i nostri lavori e di augurare un Sereno Natale e un Felice Anno Nuovo.

Scopri di più! Inquadra anche queste foto per vedere i nostri lavori su Lentini. Le 4 immagini contengono “Aure”, i nostri contenuti in Realtà Aumenta. Buona visione!

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Anche noi del 4° I.C. Marconi ci saremo. Ecco i nostri disegni!

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Girando per le vie di Carlentini, precisamente in contrada Santuzzi, ho visto una via ,  si chiama via delle Provincie; è una via normalissima, però chi ha scritto il suo nome si è scordato un po’ di grammatica e ha commesso un errore di ortografia, perché non si scrive  Provincie ma  Province .    Non è nulla di grave , ma speriamo di non trovare più errori grammaticali come questi.

Giulia Gaeta I C

Scrittori di classe

Pubblicato: 10 dicembre 2018 in Senza categoria

scrittoriAltre tracce, altri racconti per i nostri ragazzi che quest’anno, partecipando a SCRITTORI DI CLASSE  Conad si sono misurati con i problemi dell’ambiente. Quest’anno “Scrittori di Classe – Salviamo il pianeta” ha lanciato una tematica attuale e particolarmente sentita, con un testimonial d’eccezione: Geronimo Stilton, il topo giornalista più amato dai bambini di tutto il mondo!

Il progetto, che si avvale della prestigiosa collaborazione del WWF, ha consentito alle classi partecipanti di avvicinarsi in modo divertente e stimolante ai grandi valori dell’ecologia e del rispetto per la natura, comprendendo l’importanza di proteggere e salvaguardare il pianeta in cui viviamo. Offriamo ai nostri lettori l’opportunità di leggere i racconti realizzati dai nostri ragazzi che, guidati dalle professoresse Barracca, Marino e Vinci hanno prodotto dei racconti “di classe” che concorreranno con quelli di altre 25.074 classi di tutta l’Italia.

I racconti migliori entreranno a far parte di una speciale collana di libri firmata Geronimo Stilton e WWF da collezionare in tutti i punti vendita Conad, le scuole partecipanti avranno diritto a  tanti buoni omaggio utili per il catalogo Insieme per la Scuola 2019. Ricordiamo che la partecipazione al concorso dell’anno precedente ha fatto ottenere alla nostra scuola materiali quali: carte geografiche, lavagne magnetiche e palloni . Insomma, partecipare conviene.

Made with Padlet

Lettori di classe

Pubblicato: 2 dicembre 2018 in Senza categoria

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Lettori di classe: attività di continuità tra le quinte classi  della Scuola primaria e le terze classi della Scuola superiore di primo grado  del nostro istituto. 

Quest’anno i ragazzi delle quinte hanno partecipato al progetto continuità,  condividendo con i ragazzi più grandi il piacere della lettura e dell’ascolto. I ragazzi della scuola superiore di primo grado sono venuti nelle nostre classi per leggerci due racconti sulla discriminazione. Dopo aver ascoltato le storie, siamo stati invitati a produrre dei lavori  prendendo spunto dalle letture proposte. Siamo stati felici di aver partecipato a questo progetto che ci ha dato la possibilità di incontrare i nostri compagni di istituto e di riflettere su un tema così importante.

V D

 

Robottando si impara

Pubblicato: 22 ottobre 2018 in Senza categoria

 

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Il quindici di ottobre, con la mia classe,  I C, siamo andati in sala computer e abbiamo conosciuto degli ingegneri (Andrea Maddalena e Andrea Cassarino),che ci hanno guidati nella costruzione di macchinine elettroniche, costruite con i LEGO, e nella loro programmazione. Innanzitutto ci siamo divisi in 4 gruppi, ogni gruppo aveva a disposizione 2 computer per seguire le istruzioni per il montaggio. I compiti erano divisi così: qualcuno selezionava i pezzi giusti da montare e li passava a chi aveva il compito di assemblarli; completato il modellino, uno  del gruppo programmava le azioni che avrebbe poi svolto la macchina telecomandata. A noi è sembrata una bell’idea e ci siamo divertiti molto. Questa attività rientra nella giornata del coding che offre ai ragazzi la possibilità di avvicinarsi al mondo della programmazione e della robotica.

 Ah, dimenticavo, maschi e femmine hanno lavorato senza differenze, quindi non è vero che le ragazze non sono portate per la tecnologia.

Gaia Cundari I C

Fatima, la ragazzina che sapeva fare le treccine

Da una settima Fatima sedeva da sola perché nessuno, da quando era stata inserita in quella classe, le aveva rivolto la parola. Non parlava ancora bene l’italiano, ma aveva capito dagli sguardi dei suoi compagni che per lei sarebbe stata dura.  I professori cercarono in tutti i modi di integrarla nella classe e farla socializzare con gli altri compagni, ma nessuno voleva parlarle e Fatima si era rassegnata. Ma un giorno una ragazzina di nome Eva, non troppo alta con gli occhi verdi si avvicinò al banco di Fatima e si sedette accanto a lei. Per un attimo tentennò , poi la guardò bene: aveva i capelli neri e intrecciati nelle tipiche treccine africane, gli occhi color nocciola e sorridenti ed aveva un vestitino verde. Si fece coraggio e iniziò a parlare: “Ciao mi chiamo Eva, piacere di conoscerti, ho visto che eri sola ed ho pensato di sedermi vicino a te a farti compagnia! Tu ti chiami Fatima giusto?” Fatima annuì e rimase sorpresa che qualcuno le rivolgesse la parola ed era anche felice. Eva per rompere il ghiaccio continuò a parlare: ” Wow che belle treccine che hai! Io adoro le treccine afro.” Grazie mille, se vuoi domani porto degli elastici e delle treccine colorate e te le faccio. ” Sì, mi piacerebbe molto! Poi entrò la professoressa:” Buon giorno ragazzi, fate silenzio, oggi spiego un nuovo argomento”. Fatima smise subito di a parlare e ripensò con un sorriso alla breve chiacchierata che aveva avuto poco prima con la compagna. Durate la ricreazione Eva cercò d socializzare con Fatima e le raccontò un po’ di lei e delle sue passioni. Le piacevano gli animali e faceva  equitazione da quattro anni. Poi chiese: “Tu non sei italiana vero? Da dove vieni? -“Vengo dal Marocco insieme alla mia famiglia, io e la mia famiglia siamo venuti qui in Italia perché abbiamo dei parenti qui che si trovano molto bene.”Poi continuò a raccontare della sua famiglia, aveva un fratello più grande e scoprirono di avere tante passioni in comune. Il giorno dopo, come promesso, Fatima portò l’occorrente per fare le treccine e durante la ricreazione iniziò ad intrecciare i capelli ad Eva. Poi altre due ragazze incuriosite si avvicinarono, una di nome Maria e l’altra di nome Carla. Maria era bassina con i capelli corti e castani, occhi color nocciola e un visino paffuto e simpatico. Mentre Carla era molto alta con i capelli rossi e gli occhi verdi ed aveva un grande sorriso stampato sulle labbra. Poi tutte in coro dissero: ” Wow che belle! Le fai anche a me per favore? Fatima si girò vero di loro e timidamente disse:”Certo!” E fece alcune treccine anche a loro, ma ad un certo punto arrivò Valeria, una ragazzina magra con un vestito rosso, i capelli biondi  e gli occhi azzurri. Aveva lo sguardo un po’ cattivello e si atteggiava come fosse una diva. Prese le perline e l’occorrente per fare le treccine e le buttò a terra e fece una risatina: ”Siete ridicole, cosa fate , giocate a fare la parrucchiera con la marocchina?Carla si alzò di scatto: “Ma un po’ di affari tuoi non te li sai fare? Sempre a giudicare gli altri, ecco perché poi hai pochi amici”.  Valeria la guardò offesa e poi arrivarono due amiche sue amiche e dissero: “ Dai lasciale perdere, non abbiamo tempo da perdere con loro”. Si girarono e se ne andarono. Eva disse:” Brava Carla, non dobbiamo farci prendere in giro da quella smorfiosa di Valeria”. Poi si girò verso Fatima che stava raccogliendo le perline con gli occhi pieni di lacrime. Le tre ragazze preoccupate la consolarono e le dissero: ”Dai non piangere, non devi ascoltare ciò che dice!  A parte quelle due ragazze tutti odiano Valeria”. Poi le tre ragazze abbracciarono Fatima che si sentì molto consolata. Le quattro ragazze fecero in breve tempo amicizia e crearono un bel gruppetto, anche se Valeria e le sue amiche le prendevano spesso in giro. Ma Carla non si faceva mettere i piedi in testa e teneva sempre testa a Valeria difendendo così le sue amiche. Le professoresse notarono l’atteggiamento di Valeria nei confronti di Fatima e molte volte le parlarono chiedendole di smettere. Ma lei continuava a prenderla in giro. Passò un anno, era arrivato l’ultimo giorno di scuola e successe qualcosa di inaspettato. Valeria si avvicinò a Fatima, Maria,Carla ed Eva  e prima che Valeria potesse dire una parola, Carla andò subito sulla difensiva e disse: “Cosa c’è? Vuoi prenderci in giro anche l’ultimo giorno di scuola?- No, in realtà sono venuta qui per chiedervi scusa, ho capito di aver sbagliato e spero tanto che accetterete le mie scuse, disse Valeria abbassando gli occhi. Le quattro amiche si guardarono negli occhi e si rivolsero uno sguardo di intesa e poi dissero:” certo che ti perdoniamo”. Valeria non poté credere alle loro parole. Fatima durante l’estate fece amicizia con Valeria ed insieme alle altre ragazze passarono delle bellissime vacanze.

Sveva Fiorito III A

 

 

 

Fatima e Nina

Da una settimana Fatima sedeva da sola perché nessuno, da quando era stata inserita in quella classe, le aveva rivolto la parola. Non parlava ancora bene l’italiano, ma aveva capito dagli sguardi, che le venivano rivolti, che per lei sarebbe stata dura. Tornò a casa , fece i compiti e andò a letto presto. Il giorno dopo Fatima si svegliò nella sua cameretta dove c’era spazio solo per un comodino. I vestiti si trovavano in grandi ceste di vimini che erano sfilacciate ai bordi. Le poche cose che possedeva erano in borsette appese sulle pareti attraverso dei lunghi chiodi arrugginiti, le pareti avevano un colore smorto e triste e sul tetto c’erano delle grandi macchie di muffa. La ragazzina si lavò la faccia in bagno e si  vestì con una magliettina di cotone verde oliva e dei pantaloni neri, le scarpe erano nere e rovinate alle suole. Andò in cucina e si sedette a tavola con la mamma che le aveva preparato pane e marmellata.

“Sei un po’ giù, figliola?”, chiese la mamma.  Fatima disse:”Le cose a scuola non vanno al meglio, vorrei che tutti mi accettassero e che qualcuno parlasse con me”.”Non ti preoccupare, andrà meglio con il tempo”, cercò di consolarla la madre. Fatima uscì di casa e si incamminò per un sentiero di campagna, cercava di alzare il più possibile il colletto del cappotto per non lasciare entrare il vento gelido che soffiava quella mattina per le parti di Bologna. Fatima doveva camminare molto per arrivare a scuola e quando finalmente vi giunse aveva i piedi indolenziti. Entrò in classe e si sedette al suo posto, molti compagni la ignorarono mentre altri le gettavano occhiatacce feroci. In quel momento entrò la ragazza più popolare della scuola, Fatima la invidiava molto, lei era perfetta, aveva i lineamenti  delicati, il viso rotondo il che le dava un’espressione dolce, che però sprigionava anche decisione e tenacia. Il naso perfetto all’insù, la pelle era liscia, candida e il trucco sarebbe stato di troppo poiché avrebbe rovinato la sua stupenda pelle, gli occhi erano freddi e azzurri, quando puntava gli occhi su di te sembrava di sprofondare in un mare gelido d’inverno. Le ciglia erano  lunghe e scure mentre le sopracciglia ad arco e abbastanza fini, i capelli biondi a caschetto erano sempre perfetti come li avesse scolpiti un artista di livello eccellente.

La ragazza si chiamava Nina e indossava una gonna nera che arrivava fino alle ginocchia, la camicia verde smeraldo dai bottoni di madreperla e con una scollatura a V era infilata nella gonna, indossava un pendente a testa di lupo di ottima fattura in argento i cui occhi erano due grandi smeraldi lucenti, gli orecchini a forma di foglia d’acero erano di giada. Fatima invece era bassa, grassoccia, aveva la pelle scura, i capelli lunghi e castani, gli occhi grandi nocciola mentre il naso era abbastanza dritto e piccolo con un leggerissima gobbetta ( in realtà Fatima tendeva ad imbruttirsi un poco ). I tacchi alti  a spillo di Nina risuonavano nella classe ormai in silenzio, come tutti i giorni. Proprio in quel momento Fatima starnutì e tutti si girarono verso di lei con la faccia indignata, come se avesse violato il silenzio di un momento sacro interrotto solamente dal rimbombo dei passi . Nina la guardò con uno sguardo agghiacciante e si sedette dietro il suo banco, all’improvviso mentre tutti gli altri già avevano ripreso a chiacchierare Nina con un movimento fulmineo iniziò a tirare i capelli di Fatima con una presa ferrea, Fatima stava quasi piangendo tanto le faceva male. Nina le sussurrò all’orecchio:”Non osare più intralciarmi, sei solo una sporca immigrata!”. A Fatima luccicavano gli occhi, si alzò e scappò in bagno a piangere, quando tornò il supplente, che non si era accorto di nulla, a malapena la fece entrare. Finita la scuola, Fatima velocemente si mise a correre, ma udì dei tacchi che facevano rumore sull’asfalto del marciapiede, come se qualcuno la stesse inseguendo. Fatima si girò di scatto e urlò:”Lasciami in pace!”. Poi vide che dinanzi a lei Nina ansimava per la fatica-”Scusami moltissimo per quello che ho fatto in classe, mi dispiace molto”, disse Nina, Fatima pensò che Nina sembrava veramente dispiaciuta e in quel momento a Fatima volò via il cappello di lana, Nida allora senza esitare le porse il suo cappello di cachemire beige e anche la sua sciarpa del medesimo materiale e colore, Fatima rimase molto sorpresa e Nina sembrava imbarazzata, tanto che le sue guance rosee si erano arrossate un po’. Una mercedes nera si piazzò davanti alle ragazze, il finestrino oscurato si aprì e un uomo di mezza età in giacca e cravatta gridò:” Ninaaa! Immediatamente in macchina!”, Nina sobbalzò e si affrettò ad entrare in macchina, Fatima vide che quell’uomo le diede uno schiaffo e le disse qualcosa, dopo di ciò la macchina si mise in moto e sfrecciò via.

Quella sera Fatima era molto confusa: “Perché Nina era stata così cattiva e poi si era scusata e le aveva persino regalato il suo cappello e la sua sciarpa?” Fatima quella sera pensò a come giocava con i suoi compagni in Egitto e con l’amaro senso di nostalgia si addormentò. Fatima si vide in un bosco e capì che stava sognando, per un po’ camminò senza meta e improvvisamente da un sentiero laterale apparve Nina correndo, cadde ai suoi  piedi  singhiozzando, cercava di dire qualcosa:”Aiutami, aiutami! Mio padre… In quel momento Fatima si svegliò e si ritrovò nel suo lettino, guardò la sveglia sul comodino e sobbalzò, era tardissimo! Fatima si affrettò a prepararsi e non fece in tempo neanche per la colazione, arrivò a scuola con cinque minuti di ritardo e il professore la fece entrare sebbene con riluttanza. A seconda ora gli chiese di andare in bagno. In bagno incontrò tre ragazze della sua classe:Vittoria, Bea e Tiffany. La guardavano con sguardo minaccioso, la accerchiarono e iniziarono a spingerla con forza, ridendo fragorosamente. Fatima cadde a terra e le ragazze allora senza pietà iniziarono a colpirla con dei calci che toglievano il fiato. In quel momento in bagno entrò Nina che gridò:” Fermatevi!”. Le ragazze la guardarono perplesse e uscirono dal bagno, Nina aiutò Fatima ad alzarsi e l’abbracciò. Fatima ricambiò, Nina disse inaspettatamente:”Mio padre mi picchia”. Fatima la strinse ancora più forte e disse:”Ti aiuterò, faremo di tutto insieme”. Le due ragazze si guardarono negli occhi e Fatima rassicurò Nina con un occhiolino.

E così iniziò la splendida amicizia di Fatima e Nina.

Leonard Bruhl, 3A

 

                                           Senza titolo

 Il gatto è un animale che si distingue per la sua bellezza ed eleganza da tutti gli altri animali domestici.  Molto differente dal cane, il gatto è riservato e autonomo ma anche dolce, intelligente e bisognoso di affetto e cure ed è quindi allo stesso tempo selvatico e domestico. Le stime dimostrano che in Italia è presente una popolazione di circa 7 milioni e mezzo di gatti “casalinghi”,cifra che si discosta di poco dal numero dei cani. Qui di seguito forniamo dei consigli che  per i numerosi padroni di gatti. Alimentare il gatto con alimenti freschi, è possibile, ma bisogna rispettare alcune regole:

– sì a prodotti di origine animale, ma arricchiti di minerali e vitamine;

-assicurare un equilibrio della razione di cibo con sufficienti proteine;

– pesare gli ingredienti,almeno ogni tanto per verificare le quantità apportate

-aggiungere una razione di cibo composta da carne, riso o pasta, delle verdure e dell’olio vegetale.

 Le carni più sono ricche di collagene e minore sarà il loro valore alimentare; possono essere date crude o leggermente cotte in padelle, non bollite. Si può usare anche la carne di maiale, ma deve essere ben cotta per evitare qualsiasi rischio di contaminazione parassitaria dell’animale.

 Le visite veterinarie rivolte ai gatti, sono solitamente molto meno frequenti rispetto a quelle effettuate sui cani. Sintomi che segnalano la necessità di una visita veterinaria:          -Tosse o starnuti;

 -Scolo da occhi e naso;

-Ipersalivazione,  cioè il gatto smette di pulirsi(gengivite  e mal di denti);

 -Vomito e diarrea ricorrenti;

-Respirazione affannosa con movimento esagerato del petto(presenza di fluido nel torace);

-Scolo vaginale:pus o sangue;

-Il gatto non controlla la sua urinazione o defecazione, non usando la lettiera;

-Il gatto diventa improvvisamente aggressivo e incomincia a mordere(possibile mal di denti);

 -Un gatto anziano incomincia improvvisamente a sbattere contro i mobili(perdita di vista dovuta ad ipertensione).

Forse abbiamo esagerato e qualcuno potrebbe stancarsi di accudire un gatto, ma state tranquilli non è così difficile e poi il loro affetto vi convincerà

 Sara Linfazzi I A